LEVERAGE THE INTANGIBLE ASSETS

|FOOD|


L’industria alimentare e delle bevande, comparto di punta del manifatturiero nazionale, nel 2013 ha raggiunto un fatturato di 132 miliardi di euro, con una crescita del 1,5% rispetto al 2012. Il settore sviluppa oltre 26 miliardi di euro di export, ed annovera 385 mila occupati e quasi 6.900 aziende sopra i 9 addetti.

Il risultato 2013 è stato raggiunto soprattutto grazie alle esportazioni: nonostante la forte battuta d’arresto dei consumi (-4%) e il calo della produzione su base annua (-1%), l’export ha ottenuto una buona performance. L’attenuazione della spinta depressiva registrata nell’ultimo trimestre e la tenuta di export e livelli occupazionali rispetto ad altri settori fanno sperare in una inversione di tendenza già nel 2014 per un comparto ancora solido nonostante la crisi e pronto a sfruttare la ripresa dei mercati internazionali.

Il settore alimentare consolida così il suo ruolo di seconda industria manifatturiera in Italia dopo quella metalmeccanica, ma soprattutto conferma nuove potenzialità di crescita, grazie anche ai 10 miliardi di euro annui che il comparto investe in ricerca e innovazione.
La crescita dell’export rappresenta una nuova dimostrazione del valore del settore e una conferma del trend in costante crescita e di assoluto rilievo anche in ottica Expo. Tuttavia rimane ancora un mercato estremamente frammentato, con un export ancora notevolmente al di sotto di altri Paesi sebbene in crescita, poco attrezzato alle sfide del futuro.

Da notare che nonostante il 51% delle imprese italiane del Food abbia in corso, o già realizzato, attività di internazionalizzazione gli ostacoli rimangono: oggi i nuovi consumatori si conquistano sui mercati emergenti e questi sono i più difficili da raggiungere per le nostre piccole imprese che scontano pesanti disparità con i concorrenti stranieri da un punto di vista del costo del lavoro e dell’energia, delle carenze infrastrutturali e di difficoltà di accesso ai canali GDO.
Il comparto alimentare deve, quindi, puntare sui suoi punti cardine per risollevarsi e mettere in piedi una strategia valida per ripartire. Le aziende necessitano della creazione di un sistema Food grazie all’aggregazione e alla capacità di fare rete, sfruttando allo stesso tempo la loro diversità e frammentazione, elementi di ricchezza del territorio italiano, per ridurre il gap dimensionale con le aziende degli altri Paesi.

A sostegno delle aziende nazionali, si sottolinea però che il comparto alimentare è diventato, negli ultimi anni, un vero punto di forza del Made in Italy, anche grazie a strategie di valorizzazione che puntano sull’origine, sulla modalità di produzione e di conseguenza su una qualità che integra in sé, bontà, genuinità, garanzia di sicurezza, salubrità e origine: il tutto veicolato dal brand che diventa così un fattore centrale di competitività.