LEVERAGE THE INTANGIBLE ASSETS

|FURNITURE|


Dopo il 2012, anno nero per la filiera dell’arredamento, nel 2013 il settore continua imperterrito la sua flessione negativa e a subire le conseguenze della grave crisi economica e delle incertezze derivanti dai problemi dell’Eurozona che hanno messo in ginocchio i consumi europei.L’esercizio si è chiuso con un ulteriore calo del fatturato pari a 17,7 miliardi di euro (-2,5%). Si conferma una modesta crescita dell’export (+2,5%) che tocca quota 10,8 miliardi di euro e la drastica riduzione dei consumi interni (-8,2%) pari a 9,6 miliardi di euro.

Questa negatività si è ripercossa su tutta la filiera con oltre 660 aziende che hanno cessato l’attività e quasi 4000 addetti senza lavoro. Queste sono solamente alcune delle conseguenze dovute alle difficoltà in cui naviga il mercato nazionale: la situazione, inoltre, sarebbe stata ancora più drammatica senza gli incentivi fiscali per la casa e per l’arredamento che hanno rappresentato un segnale di speranza per le imprese manifatturiere del Furniture. Il cosiddetto bonus mobili, inducendo extra consumi sul mercato finale per un valore stimato di 1,9 miliardi di euro, ha rappresentato una vera e propria boccata d’ossigeno per molte imprese arginandone la caduta libera degli ultimi esercizi sul mercato interno.

Il 2014 rimane un anno di incertezze per l’Italia: se, da un lato, si riscontrano segnali di una crescita del commercio internazionale che trainerà le esportazioni del settore, dall’altro, continuano a non esserci indicazioni incoraggianti per il mercato interno. Infatti, le proiezioni indicano una crescita 3,5% nell’export ma un’ulteriore flessione del 4% per il consumo nazionale. La domanda è localizzata soprattutto nei Paesi emergenti (Cina, India, Russia, ma anche Messico, Brasile, Turchia, Indonesia e Sud Africa) ma ci sono segnali positivi anche dai Paesi dell’Unione Europea. Purtroppo però solo un numero limitato di aziende è strutturato per affrontare i mercati internazionali e per gestire la progettazione e la produzione di mobili su misura nel mercato europeo e ancor più in quello extraeuropeo.

Questo scenario è condizionato da svariate criticità che le imprese devono fronteggiare nel tentativo di recuperare competitività: un livello di qualità elevato sempre più richiesto dai clienti, la necessità di ampliamento dell’offerta dei prodotti, l’impiego di nuovi materiali e la crescente concorrenza internazionale.

In particolare, per contrastare la crescente concorrenza, ad esempio quella cinese, molte aziende italiane stanno effettuando azioni di upgrading strategico per riposizionarsi verso l'alto. La chiave di questa strategia è la qualità intrinseca dell’offerta e la componente del design: da sempre punto di forza del Made in Italy, il design rappresenta un fattore critico di successo da cui le aziende devono ripartire per implementare un rinnovamento “design-driven” e porre il design stesso come un potente mezzo simbolico di espressione o consolidamento dei propri brand.